INCONTRO CON LA MORTE

 PER TRE VOLTE MI SONO TROVATO LA MORTE IN BRACCIO


 

La statua della Pietà di Michelangelo ci fa capire che esiste una cortina che separa la vita dalla morte. 


1) - La prima volta che tenni la morte in braccio, fu nel 1982 a Cortemilia in Via Dante Alighieri, lavoravo nel mio laboratorio di salotti, quando davanti alla vetrina sentii arrivare un motorino e poi un tonfo, mi affacciai e vidi una ragazza di circa 15 anni riversa a terra e immobile, il motorino aveva preso una buca più grande di cui la via ne era piena e si catapultò sbattendo la ragazza a terra con la testa, (in quel tempo non c’era l'obbligo del casco), (non ricordo più come si chiamava la ragazza). Mi precipitai per soccorrerla, le presi in braccio la testa era bellissima ma riversa senza più segni di vita senza respiro gli occhi fissi e incrociati, bocca aperta e livida, mi spaventai, mi venne un nodo in gola e le lacrime agli occhi. Con movimenti leggeri le scrollavo la testa spaventato, ma lei niente, non dava segni di vita, e pregando continuavo a chiamarla e ad accarezzarle la faccia, pensavo che fosse morta e che stavo tenendo la morte in braccio, come ora vedo la statua della Pietà che Michelangelo scolpì. 

Dopo alcuni minuti lunghissimi attorno a noi si formò una piccola folla di persone stupefatte che vociferando manifestavano un gran desiderio di rendersi utili. All'improvviso dopo uno scossone della testa un po' più energico, aprì gli occhi e riprese colore, con uno sguardo normale cominciò a balbettare, e poi a parlare in modo fluido. 

Un minuto dopo era in piedi impacciata e spaventata ma col desiderio di cancellare l'accaduto. Col disappunto di tutti rifiutò l'aiuto, disse che non si era fatta niente e che stava bene, raddrizzò il motorino, mise in moto e se ne andò.

Anch'io dopo 15 minuti col cuore strizzato dall'angoscia provai la sensazione che le arterie si aprissero gonfiandolo di gioia e gratitudine ero felice mentre la vedevo andare via sul suo motorino.

 

Ragazzi, in moto indossate sempre il casco.

In seguito, lei e sua madre vennero in negozio per ringraziarmi e mi portarono una scatola di cioccolatini, che mangiai molto volentieri pensando a lei viva e pimpante. Mi dissero che subito dopo l'incidente fecero tutte le analisi necessarie. Ciò che finisce bene ci rincuora, e temporaneamente la morte fu sconfitta. 

 

2) - Il secondo incidente in cui tenni la morte in braccio riguardava mia moglie. 

Nel 1912 a Cottà di Neive nel cortile c'era il trattore fermo e spento, con su montato l'aratro, nostro nipote il piccolo Riccardo in braccio a mia moglie. Il bambino desiderava giocare salendo sul sedile del trattore e mia moglie lo accudiva, il bambino scivolò, mia moglie lo afferrò al volo per attutirgli il colpo, ma si sbilanciò e cadde e sbatté la testa sul vomero dell'aratro, un urlo di dolore ruppe il bisbiglio di fondo, ma poi tacque ed entrambi rientrarono nel garage, dopo alcuni minuti mia moglie disse che non si sentiva bene e cercò di sedersi, ma svenne e per una frazione di secondi riuscii ad sostenerla prima che cadesse sul pavimento di cemento, come un sacco, per circa un minuto, mentre la sorreggevo con le braccia, rimase immobile con la testa riversa all’indietro, convinto di tenere la morte in braccio, non smettevo di chiamarla e stringerla dicendo no! No! No! Furono secondi, minuti infiniti in cui credevo che morisse, la paura, la rabbia di non poter fare niente contro la sua immobilità, mentre la scuotevo leggermente mi sentivo impotente e pregai intensamente. E per la seconda volta, anche lei dopo alcuni minuti, aprì gli occhi stralunati e mi fissava muta, poi le sue labbra da grigie tornarono rosa e chiese: "Riccardo come sta? Cos'è successo?" Feci un lungo e rilassante espiro di gioia. Pensai: è viva grazie a Dio e piansi.

 

 

L'avvenimento imprevisto può succedere a tutti.



Fu un avvenimento che si incise nella mia mente con un ricordo così intenso che non l'ho più dimenticato, e provo un brivido ogni volta che lo rivivo.

 

3) - Il terzo episodio in cui tenni la morte in braccio, fu ieri. Vi racconto.

Ieri mia moglie dopo aver preso delle pastiglie per la sua malattia, si fece la doccia, durante la quale svenne e cadde sulla sedia della doccia. Io ero in salotto, per fortuna ho ancora l'udito buono e sentii un tonfo sospetto che mi mise in tensione mi concentrai con l'udito e sentii un rantola-mento, mi precipitai nella doccia chiamandola e poi la vidi riversa e scomposta sulla sedia svenuta mentre stava scivolando sul pavimento con gambe e braccia aggrovigliate, la chiamai di continuo e la baciavo, nessuna reazione. Pensai che stessi abbracciando mia moglie ormai morta, non riuscivo a tenerla in equilibrio, avevo paura che si catapultasse e con la testa battesse malamente contro qualcosa. Finalmente trovai un punto d'appoggio abbastanza fermo la lasciai li e andai a prendere il telefono chiamando immediatamente il 118. 

A posteri e ripensando l’accaduto, ricordo di aver ricevuto un servizio eccezionale, la ragazza del pronto soccorso mi suggeriva con una gentilezza accattivante cosa fare in primis con mia moglie, grazie alla sua guida, dopo circa un minuto, riuscii a stabilizzarla, e si riprese, la bocca si normalizzò, le guance presero un po’ di colore, cominciò a preoccuparsi che era nuda, bagnata e aggrovigliata, e piano piano stese le gambe, io non potevo aiutarla perché stavo usando le mani per sostenerla. 

Meno male, grazie a Dio era viva, mi stava parlando, che sollievo, non era morta. Dopo solo dieci minuti una squadra di quattro persone con dottore e infermieri erano li attorno a lei, avevano sei grosse valige di attrezzature con le quali le hanno fatto tutte la analisi necessarie l'elettrocardiogramma, la prova glicemica, la pressione, e il cuore, in modo vigile, facendo domande verificarono se connetteva in modo logico. Grazie, mille grazie, furono gentili, competenti, attrezzati e incoraggianti, grazie ancora.

Io preso dall’entusiasmo e felice che mia moglie fosse ancora viva, feci una delle mie solite papere, per la quale chiedo loro scusa, le offrii una pizza per tutti, che il dottore fermamente rifiutò.

Dieci minuti dopo la loro diagnosi arrivarono altri due infermieri dell'ambulanza che la presero e la portarono al pronto soccorso di Verduno. Al pronto soccorso con attento e scrupoloso intervento verificarono nuovamente tutti gli esami, aggiungendone altri, alla fine hanno diagnosticato la bella frase: "stia tranquillo va tutto bene l'abbiamo presa in tempo". 

Grazie a Dio ora mia moglie è a casa e sta relativamente bene.

Il successo non è un vanto, né un miracolo, ma sono situazioni che, vivendo, a volte si devono affrontare, ma posso dire che finora ho tenuto per ben tre volte la morte in braccio, che con esito positivo hanno recupero la vita, e nel caso di mia moglie per ben due volte.

Anch'io ho visto, nel mio piccolo, la risurrezione della carne, ovvero quello che avverrà in grande stile sulla terra durante il Regno di Cristo: 

E il mare restituì i morti che conteneva, e la morte e la Tomba restituirono i morti che contenevano, e ognuno di loro fu giudicato secondo le sue opere. Rivelazione 20:13

Durante il Regno di Cristo, non si piangerà più per il dolore causato dalla morte:

Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più lutto né lamento né dolore. Le cose di prima sono passate”. Rivelazione 21:4

La morte, e la tomba che raffigura la morte, saranno eliminate da un inferno di fuoco detto anche lago di fuoco, che significa la morte definitiva:

E la morte e la Tomba furono gettate nel lago di fuoco. Questo lago di fuoco rappresenta la seconda morte. Rivelazione 20:14

Ora la morte esiste ancora, ma verrà il giorno in cui non ci sarà nessun pericolo di incontrarla:

Ma quando questo che è corruttibile avrà rivestito l’incorruzione e questo che è mortale avrà rivestito l’immortalità, allora si adempiranno le parole che furono scritte: “La morte è eliminata per sempre”. 1 Corinti 15:54 


Per ora vale ancora la seguente situazione:

Il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti e l’uomo non conosce la sua ora. Ecclesiaste 9:12


Chi vivrà vedrà.

Amen = Così sia

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